Imbarcazione.
Si chiama “MISTRAL” ed è un ex-peschereccio di 14mt. (16mt.f.t.) e 16 tonnellate; interamente costruito a nuovo da diporto nel 2002 (non ristrutturato) mantenendo solamente lo scafo originale, per l’ eccezionale robustezza.
L’interno è stato allestito con un quadrato con cucina e dinette, 3 cabine matrimoniali chiuse con porta, una singola chiusa da tenda; un grande bagno completo ed uno diviso con wc e lavabo.
Tutti gli spazi hanno altezza minima di cm.200 e sono parte in compensato e parte in mogano massiccio.
Storia.
La barca nasce nel 1968 a Salerno nel cantiere del maestro d’ascia Gennaro Gatto, piuttosto famoso per la sua bravura nel costruire barche da lavoro estremamente robuste e affidabili, insomma quelle che vengono definite “barche marine”.
Dopo parecchi decenni di onorata carriera da peschereccio in quel di Salerno prima e Ponza dopo, passa gli ultimi anni della sua vita a trasportare subacquei per una società di diving che non ritiene economico ristrutturarla e la mette in vendita.
L'incontro.
A settembre 2000, navigando in Internet, viene scoperto un vecchio peschereccio abbandonato in una darsena dell’Elba. Si va a vedere di cosa si tratta. Gli “occhi di cubia” (i buchi) da cui passano le catene delle ancore, mandano una sguardo triste. Sembra un anziano marinaio che, ancora vigoroso, viene messo in disparte per fare largo a quei giovani (gli assi da stiro) che si pavoneggiano nei loro vestitini di plastica colorata lungo i litorali dei nostri mari.
E' il classico "coup de foudre": <Quella barca deve tornare a vivere, la sua ora non e' ancora giunta ...>.
Viene acquistata, portata a Livorno dove, dopo 17 mesi di lavoro finalmente viene varata. Forse ci è “imbarcati” in un’impresa più grande delle proprie forze”. Si minaccia spesso il cantiere che non accenna a finire come previsto nel contratto e si costruisce gli impianti elettrici ed idraulici in economia un po' per risparmiare ed un po' per accelerare i tempi della consegna (anche se con un risultato assai scarso).
Finalmente a luglio 2002, Mistral viene imbragato e, mentre la madrina tenta di rompere contro la ruota di prua la classica bottiglia magnum di champagne (che non ha nessuna intenzione di rompersi) con un “pluff” il battesimo avviene ed il "Mistral" puo' essere varato e tornare a nuova vita.
E' estate, l'idea e' quella di navigare un po' in tranquillita' per collaudare l'imbarcazione. Invece no, non e' proprio possibile, nel Mistral inizia ad entrare acqua che in poco tempo arriva ai motori. Non si sa cosa fare. Il capo cantiere grida che è tutto regolare, ma a noi non sembra proprio <si pensava ad una barca non ad un sottomarino ...> e' il nostro pensiero. Il calafato, chiamato in tutta fretta, affannosamente provvede a chiudere le fessure più vistose che zampillano fra il fasciame. Questa volta e' lui a tranquillizzare tutti dicendo che le tavole devono lavorare perché la barca è rimasta in secco due anni. Comunque per la sicurezza di tutti il Mistral resta tutta la notte attaccata alla gru nelle fasce di varo.
L'inverno successivo viene speso a sistemare tutte le cose che il cantiere ha tralasciato, viene anche data un'altra
strato di vernice.
Infine con il bel tempo si inizia a navigare anche se i lavori sembra che non finiscano mai
Il futuro.
Per una barca, che solo cinque anni prima sembrava essere arrivata al termine del suo viaggio, la vita continua a pulsare ed il suo scafo solchera'
ancora le acque dei mari e dei fiumi europei